Emorragie: curarsi con erbe

Emorragie: curarsi con erbe

Per le emorragie si devono applicare metodici classici, come premere localmente, ed applicando il laccio emostatico al di sopra della zona sanguinante, curandosi di allentarlo circa ogni 15 minuti, per far si che il sangue scorra attraverso l’ arto.

La Calendula ha azione antiemorragica: versare qualche goccia sulla ferita e  fasciare saldamente con una benda asciutta.

EMORRAGIE DENTALI

L’emorragia degli alveoli dentali dopo un’ estrazione, può essere preoccupante. Nei bambini somministrare una dose di Phosphorus, subito dopo l’ estrazione, ripetendola ogni 10-15 minuti fino al cessare dell’ emorragia, normalmente con 1 o 2 dosi si otteneva questo risultato. Nei casi trattati non vi sono stati ritorno o emorragia resistente.

EMORRAGIE PASSIVA DA VENE VARICOSE

In questo caso adagiare la paziente con le gambe sollevate ad angolo retto rispetto al corpo, fasciando con una benda entrambi i lati della vena sanguinante.

Somministrare inoltre Hamamelis, ogni quarto d’ ora, poi con pause più lunghe sino all’ arresto dell’ emorragia.

Se si tratta di un soggetto particolarmente debole, e il sangue è molto scuro e acquoso, sarà consigliata Secale, somministrata ogni 15-30  minuti sino a che il sangue non cessi di scorrere.

EMORRAGIE INTERNE

In caso di emorragie riguardanti l’ apparato respiratorio e digerente il soggetto deve essere ricoverato in ospedale. Ma fino a che non si sia provveduto al ricovero si può tentare con Ferrum Phosphoricum per via orale ripetutamente; oppure Ipecacuanha se l’ emorragia è chiara e a getti, o Aconitum se il paziente è molto agitato e terorrizzato.

In conseguenza dell’ emorragia il soggetto potrebbe essere pallido, esangue, debole e con brividi di freddo, in questo caso China ogni 4 ore per via orale, lo farà rinsavire rifornendo ferro ai globuli rossi.

Nel caso in cui l’ emorragia sia stata notevolmente capiosa, il paziente sembra piuttosto debole e c’è poca ematina nel sangue, saranno necessarie somministrazioni dirette di sangue. Molto efficace risulta essere Ferrum protossalatum, preparato di ferro, in dosi di 2 granuli alla 1° diluizione, tre volte al giorno per parecchie settimane. Sin dalla prima assunzione si apporterà emogoblina.

Sali per via sottocutanea o endovenosa uniti a Chini e sali di ferro hanno salvato molte vite umane nel passato.

Nei casi più gravi di emorragia  bisognerà ricorrere ad una struttura ospedaliera e alla Banca del Sangue e eseguire trasfusioni.